La retorica perbenista e ipocrita sull’immigrazione

La retorica perbenista e ipocrita sull’immigrazione

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“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.”

Così recita l’art.10 della Costituzione italiana che, all’indomani del secondo conflitto mondiale, in un quadro drammatico di distruzione e morte, sancì il carattere aperto e pluralista della nostra Repubblica nata dall’incontro delle varie forze politiche, trasversali, che vollero imprimere quel carattere solidaristico che contrassegna ancora oggi l’operato delle nostre Istituzioni democratiche. Recentemente, una retorica perbenista ha preso campo e creato confusione nella comunità già afflitta dalla crisi economica. Una retorica che volutamente confonde termini che individuano situazioni differenti e che arriva a mettere in dubbio dinanzi all’Europa e al mondo il  suddetto carattere solidaristico. Infatti “richiedente asilo”, “rifugiato”, ” profugo”, “migrante” e “clandestino”, identificano situazioni simili tra loro ma che hanno delle peculiarità tali da rendere necessario un attento discernimento.

“Rifugiato” è un termine dal significato ben preciso, sancito dalla Convezione di Ginevra del 1951, con cui si identifica una persona che per fondati timori di perdere le libertà personali nel proprio paese, richiede la protezione di un altro paese. Si tratta comunque di uno status che non è permanente e quindi può venire meno qualora vengano meno i presupposti.

“Richiedente asilo” è un soggetto che si trova in un paese diverso dal proprio e che è in attesa del riconoscimento, da parte delle autorità competenti del paese in cui ha fatto richiesta, dello status di rifugiato o di altre forme di protezione internazionale.

“Profugo” è un soggetto che per diverse ragioni ( guerra, povertà, fame, calamità naturali, ecc..) è andato via dal proprio paese ma non è nelle condizioni di richiedere la protezione internazionale.

“Migrante” ha una connotazione economica e indica la situazione nella quale si trova una persona fisica che lascia il proprio paese per trovare un lavoro o condizioni di vita migliori, ma può rientrare senza alcun rischio per le proprie libertà nel proprio paese.

Un barcone di migranti
ANSA / ETTORE FERRARI

“Clandestino” E’ COLUI CHE APPRODA IN UN PAESE VIOLANDO LE LEGGI SULL’IMMIGRAZIONE DELLO STESSO.

Alla luce di quanto scritto, è facile comprendere come coloro che quotidianamente arrivano nelle nostre coste o sono salvati dalle onde, non sempre sono rifugiati o profughi di guerra e quindi non possono godere della protezione internazionale. Però, la retorica perbenista non permette che ciò sia detto, in quanto verrebbe meno quel “consenso” che con la confusione e l’ignoranza si alimenta.

Naturalmente, si tratta di “perbenismo” in quanto i responsabili di questo fenomeno sono ben poco interessati ai risvolti umanitari delle suddette azioni e più propensi ad alimentare una spirale di corruzione, voto di scambio, finanziamenti a cooperative amiche, non curanti del fatto che alimentano la nuova ” tratta degli schiavi” e che arricchiscono le organizzazioni criminali operanti in Africa e Medioriente, oltre a quelle tradizionali italiane che ormai reputano questo business come più redditizio di quello della droga( il caso “mafia capitale” lo dimostra). A ciò si aggiunge la “tensione sociale” che si sta acuendo nel nostro paese e che la retorica perbenista giustifica con la necessità di una maggiore “integrazione” e quindi con ulteriore corruzione, finanziamenti a cooperative amiche, ecc., incolpando e accusando di razzismo chi, in realtà, chiede semplicemente l’applicazione dell’Art. 10 della Costituzione e il rispetto delle leggi che regolano l’immigrazione che evitano minacce alla sicurezza e alla salute pubblica, oltre a garantire un corretto sviluppo economico e demografico. Inoltre, un’immigrazione controllata ( si parla di migranti e non di rifugiati e profughi che per il principio fondamentale della Costituzione NON possono NON essere accolti) eviterebbe situazioni di lesione delle libertà fondamentali degli stessi che vengono in Italia con false illusioni alimentate dal perbenismo che poi rilega, molto spesso, gli stessi in situazioni al limite della decenza con annesso spreco di risorse pubbliche a favore dei soliti amici.

Alla luce di ciò, è facile comprendere che il rispetto della Costituzione e della legge, che sono le nostre luci nel buio di quest’epoca, si pongano in esatta opposizione con la retorica perbenista che dietro le belle parole nasconde le responsabilità che i suoi artefici hanno.

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