Le frasi del Ministro Poletti e quel retrogusto tanto amaro..

Le frasi del Ministro Poletti e quel retrogusto tanto amaro..

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Hanno fatto scalpore le parole pronunciate dal Ministro del lavoro Giuliano Poletti durante un incontro tenuto ieri con degli studenti di Bologna: “Si creano più opportunità di lavoro giocando a calcetto che mandando in giro curricula” giustificate dall’importanza della creazione di un rapporto di fiducia in ambito lavorativo. Frasi piuttosto fuori luogo pronunciate da chi, in teoria, dovrebbe contribuire ad avviare un inversione di tendenza occupazionale in Italia. Le politiche del lavoro  hanno infatti alimentato disoccupazione, precariato e soprattutto sfiducia nei giovani italiani che cercano un lavoro. Il Ministro ha in passato dato le colpe di tale tendenza negativa alla riforma Fornero, che ha trattenuto gli over 50 nei posti di lavoro. Poletti non ha mai ammesso che ciò che non ha realmente funzionato del “Jobs Act” è stato il non legare gli incentivi pubblici alle imprese per gli sgravi sui neo-assunti (tra gli 11 e i 18 miliardi in tre anni) alla produzione di nuovi posti di lavoro. Gli incentivi, infatti, sono i principali responsabili del fallimento della politica dei bonus ai privati: una volta tagliati, le assunzioni sono crollate. Le aziende hanno incassato, e risparmiato sul costo del lavoro, senza produrre un significativo aumento generale dell’occupazione. Un classico esempio di assistenzialismo statale alle imprese e di produzione diseguaglianza tra i redditi da lavoro e quelli da capitale. Senza contare che il lavoro che esiste, dati Istat alla mano, riguarda nella stragrande maggioranza gli over 50. Per tutti gli altri aumenta la precarietà, la disoccupazione. Poletti non è nuovo inoltre a frasi infelici, in passato aveva commesso già altre gaffe affermando “”Se 100mila giovani se ne sono andati non è che qui sono rimasti 60 milioni di ‘pistola’. Ci sono persone andate via e che è bene che stiano dove sono perché questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”, oppure “Prendere 110 e lode a 28 anni non serve a un fico, è meglio prendere 97 a 21. Così un giovane dimostra che in tre anni ha bruciato tutto e voleva arrivare” pronunciata proprio da un ministro che la laurea non l’ha mai conseguita.

Insomma in un Paese come l’Italia in piena crisi occupazionale, dove si assiste al paradosso dell’impossibilità di ottenere un contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato, ma vi è una grande offerta di stage sottopagati e frustranti per i giovani, il Ministro Poletti consiglia a tutti l’instaurazione di un rapporto di fiducia alla base dell’assunzione che, ai più maliziosi, fa venire in mente il più antico dei sistemi che regola spesso,purtroppo, le assunzioni in Italia, la Raccomandazione.

Caro Ministro, noi del Movimento Lideanuova continuiamo ad indignarci di fronte a queste dichiarazioni pronunciate da politici come lei che dimostrano come ormai la politica sia scollata dalla società civile e dai problemi reali dei cittadini.

 

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