“La Sicilia potrebbe vivere solo di turismo” lo slogan che poi..

“La Sicilia potrebbe vivere solo di turismo” lo slogan che poi..

4103
0
CONDIVIDI
FacebookTwitterGoogle+WhatsAppEmailCondividi

Nelle campagne elettorali, e non solo, nella maggior parte dei programmi dei vari schieramenti ritorna sempre protagonista il tema del turismo. Tra chi propone una digitalizzazione dei percorsi e delle strutture turistiche,chi sostiene che sia la mobilità e il sistema delle infrastrutture la leva principale su cui puntare per il rilancio turistico e chi punta tutto sulla costituzione di percorsi turistici integrati,tutti sembrano essere concordi nell’affermare che la “Sicilia potrebbe vivere solo di turismo”.Uno degli obiettivi dichiarati dell’attuale Assessore regionale al Turismo, Anthony Barbagallo, era proprio quello di incrementare le presenze dei turisti stranieri sull’isola. A giudicare però dai dati pubblicati dalla banca d’Italia le ricerche effettuate raccontano che nel periodo gennaio-ottobre 2016 gli stranieri che hanno scelto la Sicilia come meta delle loro vacanze sono stati 1,982 milioni, ovvero il 19,3% in meno rispetto ai 2,458 milioni dello stesso periodo del 2015. Secondo “ il sole24ore” inoltre i pernottamenti nei primi 10 mesi del 2016 sono stati 7,391 milioni, registrando una flessione del 41,8% rispetto ai 12,707 milioni dello stesso periodo del 2015.E’evidente come i dati certificano non solo la presenza di meno stranieri nell’isola, ma anche che chi ha scelto la Sicilia ha effettuato un soggiorno per un periodo breve, e questo trend ha avuto un impatto negativo sulla spesa (che ammontava a 1,377 miliardi nel 2015 e ha avuto una flessione del35,5% nel 2016 attestandosi sugli 888 milioni).Secondo i dati di Bankitalia la Sicilia è, considerando tutte le regioni italiane, al nono posto per arrivi di turisti stranieri, e considerando le regioni del Mezzogiorno, quella che ha avuto la flessione più marcata con una perdita secca di arrivi pari a 476mila turisti stranieri.

Per il Movimento “Lideanuova” la principale criticità da dover abbattere per rilanciare il turismo in Sicilia sta innanzitutto nell’ approccio di gestione e sviluppo nelle strategie turistiche. Da anni ormai, in altri Stati europei,infatti si è  consolidata la prassi di programmare l’offerta turistica sulla base di sistemi evoluti di gestione delle destinazioni turistiche: il Destination Management.

Un sistema di gestione della destinazione consiste nel coordinare la pluralità di siti turistici presenti a livello regionale, provinciale e locale, con l’obiettivo di creare un unico sistema in grado di offrire un pacchetto turistico completo e integrato. L’avvento del web 2.0 ha permesso un’elevata interazione sia tra il sito web e l’utente ma anche tra gli enti regionali (tramite la creazione di appositi network ) con l’opportunità per le P.a. locali di adeguare l’offerta turistica, offrendo specifici pacchetti,  sulla base delle richieste e dei desideri  dei vari target, al fine di valorizzare le risorse strutturali, storiche e culturali. Per il turista la scelta delle località in cui passare le proprie vacanze diviene dunque molto più semplice, in quanto, la visita dei siti web istituzionali delle varie Regioni, consente loro di conoscere tutte le attrazioni e attività turistiche, comprese le caratteristiche ambientali e culturali. Oltre ai siti web istituzionali inoltre, vi sono Regioni che offrono l’opportunità  ai turisti provenienti  anche da altri Stati di scaricare delle app gratuite sui propri smartphone e visionare i pacchetti turistici (nelle varie lingue)  messi  a disposizione, con la possibilità di prenotare velocemente il proprio viaggio.

 

Insomma, grazie al Destination Management si riesce a raggiungere un elevato livello di coordinamento e interoperabilità tra tutti gli attori che operano nel settore turistico, garantendo una forte attrattività del territorio, un alto standard delle prestazioni turistiche e ampi benefici in termini economici sia per le strutture private (alberghi,ristoranti,ecc.) sia  per  degli enti pubblici. Il D.M. si configura quindi  come una metodologia  intelligente di gestione dei flussi turistici in entrata  che ha alla base un intenso lavoro di programmazione  e pianificazione da parte delle amministrazioni locali e che velocizza ,grazie alle nuove tecnologie, le scelte  dei turisti sempre più esigenti.

 

NON CI SONO COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO