Ideali politici e società moderna: L’importanza di sentirsi “comunità”

Ideali politici e società moderna: L’importanza di sentirsi “comunità”

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Appartengono alla cronaca recente i fatti di sangue che hanno riguardato giovanissimi ragazzi che per futili motivi hanno spezzato barbaramente la vita di un loro coetaneo.Immagini forti che rispecchiano la realtà dei nostri giorni fatta di sfiducia verso l’altro che è avvertito come un pericolo da abbattere, un concorrente da eliminare in una via nella quale regna la mancanza di speranza per il futuro.E’ evidente la quasi totale mancanza di senso di “comunità” che affligge la nostra società alla quale si aggiunge il problema dei giovani che, spinti dalla voglia di non rassegnarsi ad un futuro che sembra segnato in senso negativo nella loro terra, tendono ad emigrare verso altri paesi nei quali le condizioni di vita sembrano garantire un futuro migliore, lasciando un Paese, l’Italia, incapace di creare condizioni idonee a garantire un percorso di crescita sociale e umano ,oltre che occupazionale.

Il cosiddetto fenomeno della “fuga dei cervelli” rispecchia questo processo ed evidenzia come i nostri giovani, respinti da un sistema corrotto che non stimola i talenti e non premia i meritevoli, si rivelano poi all’estero risorse preziose che fanno la fortuna degli altri Stati.

Emerge l’importanza del valore della “Nazione” per garantire la pacifica convivenza e per la fissazione e il conseguimento di obiettivi comuni, un valore che purtroppo è sempre meno presente e che la classe dirigente non alimenta, sia per convenienza che per ignoranza della stessa.

E’ dalla mancanza di questo valore che deriva l’impoverimento economico e soprattutto culturale dell’Italia. Si tratta di una spirale negativa e autodistruttiva che ha colpito la nostra terra, in cui si va diffondendo sempre di più un sentimento di rassegnazione sia nei confronti di questa realtà, sia verso questa classe dirigente che incarna malcostume e decadenza.

Ma se è innegabile la criticità della realtà e il sempre maggiore distacco della politica dalla società, è vero anche che la comunità è responsabile di aver delegato totalmente a tali rappresentanti la “Res Pubblica” e di aver dimenticato che la nostra Nazione non è solo la classe dirigente, ma siamo soprattutto NOI CITTADINI ( ex art.1 Cost.), i sogni dei giovani e la saggezza degli anziani, gli imprenditori piccoli, medi e grandi, i professionisti, i dipendenti pubblici e privati.

Siamo tutti appartenenti ad una sola Nazione, un unico insieme, nonostante le differenze politiche. Bisogna sentirsi parte di una storia gloriosa di millenni, partecipare alla vita democratica compiendo il nostro dovere nella quotidianità e soprattutto dentro la cabina elettorale scegliendo chi pianifica, con idee e progetti validi, la crescita e lo sviluppo della nostra comunità superando le logiche clientelari e dell’interesse a breve termine.

Il “voto”,e la nostra costante partecipazione all’amministrazione della “Res Pubblica”,  sono i veri motori del cambiamento. Sentirsi “italiani” nelle  scelte della nostra quotidianità e non soltanto davanti a competizioni sportive internazionali. Sin quando ciò non sarà compreso e si insegnerà che raggiungere il successo e la fama in tutti i modi e a discapito della collettività è la sola cosa che conta, le speranze del nostro paese saranno precarie così come le vite della gran parte di coloro che vivono in questa comunità ma che, nonostante tutto, amano il prossimo, amano l’Italia, amano la Sicilia.

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