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Focus sui beni culturali di Palermo: intervista al Direttore in Sicilia della Fondazione Patrimonio Unesco dott. Aurelio Angelini

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Aurelio Angelini è nato a Catanzaro il 25/09/1953. Attualmente Presidente  del Comitato Scientifico del Decennio per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile UNESCO, componente del comitato scientifico della Fondazione RES e direttore della Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia, si è distinto negli anni per il suo impegno sviluppato nel campo della valorizzazione dei beni culturali siciliani e in particolare di Palermo riuscendo ad ottenere, nel 2015, il prestigioso riconoscimento dell’Itinerario Arabo- Normanno di Palermo come Patrimonio dell’Umanità da parte dell’ Unesco.

  • Direttore come giudica il patrimonio culturale e naturale della città di Palermo?

Palermo dispone di un patrimonio naturalistico e di beni culturali e monumentali di grande pregio e valore, basti pensare che sotto il profilo naturalistico all’interno della città ricade la riserva di Montepellegrino, nel prospicente mare di Mondello abbiamo la riserva di Capogallo, oltre a giardini storici e all’Orto botanico. Quindi dispone di un patrimonio naturalistico in quantità e in qualità di tutto rispetto, ciò che in questi anni è mancato è il costruire un sistema di rete tra questi patrimoni naturalistici al fine di offrire dei servizi alla città per renderla più accogliente e più vivibile. Parte del nostro patrimonio o non è utilizzato o è sottoutilizzato, mentre per quanto riguarda i beni culturali è recente il riconoscimento del patrimonio arabo-normanno della città di Palermo da parte dell’Unesco che rappresenta uno dei gioielli di prima grandezza che la città può offrire ai visitatori e di cui può essere orgogliosa sotto il profilo culturale.

  • Ritiene che le Amministrazioni locali, sia regionale che comunale, abbia attuato negli ultimi anni delle politiche efficaci nel valorizzare tale patrimonio?

Ci sono stati e ci sono diversi tentativi di miglioramento dell’efficacia delle azioni di tutela e valorizzazione, mentre continua a mancare un necessario coordinamento e una strategia di investimenti mirati per una loro migliore fruizione e conservazione. Fino ad oggi le ombre sono superiori alle luci, nonostante la vicenda del riconoscimento Unesco abbia suscitato grande interesse e ci auguriamo, e i primi segnali che vengono dall’Amministrazione comunale sono positivi, che ciò possa rappresentare un punto di svolta.

  • A suo giudizio la promozione, sia nel settore pubblico che privato, dei beni materiali e immateriali di Palermo può  creare e offrire  prodotti turistici competitivi sul mercato globale?

Sicuramente il riconoscimento Unesco apre una vetrina di caratura internazionale. Palermo, nell’ambito di quelli che sono i circuiti turistici e culturali, è diventata con tale riconoscimento una meta. Anche qui però si tratta di saper costruire delle strategie, perché nonostante la città sia diventata una vetrina internazionale è necessario saper gestire e valorizzare il patrimonio di cui dispone, renderlo visibile sapendo mettere in mostra quello che abbiamo. Il tema è come riuscire, attraverso una strategia di promozione turistico-culturale, a far sì che ciò di cui dispone la città possa essere, attraverso i moderni strumenti di comunicazione tra cui internet, visibile alla platea mondiale a cui ci siamo aperti. I prodotti da mettere in esposizione dei potenziali fruitori sono tanti, ma a volte non riusciamo neanche a fornire nei siti culturali della città le informazioni primarie su quel determinato bene. In futuro mi auguro che si possa anche rappresentare in 3D la bellezza di questo patrimonio, per cui si tratta di fare un salto tecnologico ma anche di prospettiva culturale.

  • In seguito all’approvazione della Candidatura dell’Itinerario Arabo-Normanno Di Palermo, Monreale e Cefalù come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, quali prospettive si aprono in termini di crescita economica per il capoluogo siciliano?

La crescita economica è commisurata alla capacità che coloro che svolgono per funzione istituzionale il compito di rendere attrattiva, competitiva e decorosa la città sapranno fare. Nel mercato nessuno regala nulla e lo spazio va conquistato, per cui in questo segmento culturale dobbiamo essere attrattivi sotto il profilo della bellezza, dell’accoglienza, della qualità dei servizi e anche nel campo dell’enogastronomia. Quindi non ci sono effetti miracolistici causati dal riconoscimento Unesco, ciò che dobbiamo migliorare sta nelle nostre mani e nelle nostre capacità. Ciò che riusciremo ad ottenere sarà in relazione a quanto siamo stati bravi a lavorare per rappresentare, promuovere e accogliere nella nostra città.

  • Reputa opportuno un migliore coordinamento tra i soggetti pubblici e privati al fine di creare le condizioni necessarie per rendere il patrimonio storico, artistico, architettonico e paesaggistico un volano per l’arricchimento dell’intera area e per migliorare l’afflusso turistico?

Il coordinamento tra tutti i soggetti che a vario titolo svolgono una funzione istituzionale e tra tutti gli operatori anche privati che nel territorio offrono prodotti e servizi è fondamentale per avere una strategia di attrattività della città di Palermo che sia all’altezza dell’offerta che abbiamo. Oggi abbiamo un gap che è rappresentato da un iper-patrimonializzazione di beni culturali e naturalistici in relazione a quelli che sono gli effetti in termini economici. E’ necessario aumentare l’efficacia delle nostre azioni in relazione all’economia, alla cultura e all’ambiente ma ciò è utopico se ciò che fa la mano destra non è a conoscenza della mano sinistra e coloro che svolgono ruoli istituzionali si sovrappongono o si ostacolano a vicenda. Inoltre le istituzioni devono permettere e creare un terreno fertile per favorire e promuovere l’iniziativa dei privati, i quali devono operare all’interno di un recinto definito di compiti e funzioni ma devono anche essere stimolati ad investire per creare una certa dinamicità economica. Diventa imprescindibile quindi un cambio di passo in relazione alla gestione dei beni e servizi, vi è bisogno che ci sia un’immissione di soggetti che possano farci superare la lentezza organizzativa della Pubblica Amministrazione. Per esempio un grave ostacolo allo sviluppo è causato dal fatto che la p.A. ancora opera col cartaceo mentre il mercato turistico ormai ha da qualche anno avviato una trasformazione radicale verso il digitale. Comunicare con un linguaggio ormai remoto vuol dire perdersi un pubblico, soprattutto di giovani. E’ importante quindi avviare un processo di modernizzazione dei sistemi di comunicazione immettendo nei circuiti della promozione turistica anche soggetti privati che hanno già raggiunto questi livelli.

  • Secondo lei in termini di accoglienza, cordialità e apertura verso il turista, i cittadini palermitani sono pronti ad allinearsi a quella che si prospetta essere una crescita generale nel settore turistico?

Secondo me si. Palermo, come un po’ tutta la Sicilia ha una cultura dell’accoglienza dello straniero che è molto alta e ciò è stato ereditato da una storia millenaria di un’isola che ha visto varie dominazioni succedersi e convivere in questa terra. Palermo è una città aperta al mondo, per cui vi è una cultura dell’accoglienza e delle relazioni derivata da una Sicilia al centro del Mediterraneo. Il fatto che i siciliani siano culturalmente propensi all’accoglienza è un vantaggio ma non significa che siamo bravi poi dal punto di vista imprenditoriale a trasformare questo vantaggio nell’erogazione di servizi di qualità. La crescita nel settore turistico è subordinata all’allinearsi a livelli qualitativi e competitivi dei mercati a noi vicini in cui all’ elemento dell’accoglienza di un popolo si deve associare la qualità dei servizi che riguarda sia le Istituzioni che gestiscono i servizi urbani sia le imprese private. Una delle nuove frontiere del turismo prevede la capacità di saper accogliere tutte le categorie di disabili, il settore del turismo cresce in relazione ai tanti turismi che sappiamo offrire. Anche se culturalmente siamo adeguati all’accoglienza ancora la città non è pronta dal punto di vista organizzativo, quindi reputo che l’ottimizzazione dei processi di logistica legati ai servizi sia un elemento che fa la differenza nel giudizio complessivo dei visitatori della città in cui decidono di passare le proprie vacanze. Uno dei fattori di accrescimento del turismo è proprio l’opinione del visitatore perché non solo avvierà un passaparola oralmente ma anche perché oggi con le community online moderne, tipo Tripadvisor, è possibile lasciare delle recensioni che avranno influenza sulla scelta dei futuri potenziali turisti.

  • La pianificazione di una strategia turistica efficace non può prescindere da un rafforzamento della comunicazione e promozione territoriale sui siti web istituzionali. Come giudica i portali turistici della Regione Siciliana del Comune di Palermo?

Per quanto riguarda la pianificazione e l’attuazione delle strategie online persistono ancora oggi diversi problemi e diverse criticità. La prima è che nel sistema della comunicazione digitale non vi è un adeguato coordinamento e condivisione delle piattaforme, mentre sarebbe necessario un livello di interconnessione tra Regione, Comuni e i vari enti che a livello regionale, a vario titolo, svolgono attività di promozione turistica. Le piattaforme presenti, compresa quella regionale, presentano gravi carenze tra cui quella di poter essere visitate al massimo in due lingue (italiano e inglese).Oggi, in relazione all’analisi dei flussi turistici, sappiamo che vi è la presenza di turisti che parlano lo spagnolo, il francese, il cinese, il russo e l’ arabo, per cui si dovrebbe permettere a tutti i visitatori di poter accedere nella propria lingua ai contenuti del portale. Lo sforzo che le Amministrazioni locali devono compiere è quindi rendere accessibile a tutti i canali di informazione istituzionali. Un altro elemento di base che oggi non è presente è quello di offrire dei servizi di ospitalità già nelle piattaforme in modo che i turisti possano pianificare il loro itinerario (acquistando i servizi connessi come hotel, ristoranti ecc.), già online. Nel mercato turistico moderno vi sono modalità di relazione e fruizione dei servizi diverse rispetto a soli 10 anni fa, per cui il turista moderno se trova degli ostacoli nelle prenotazioni online o devono spostarsi su più piattaforme, probabilmente cambiano meta. Il coordinamento delle politiche turistiche deve portare ad offrire servizi integrati dal momento in cui avviene la prenotazione del viaggio fino al post viaggio prevedendo una continuità che dia l’immagine di una Palermo dinamica e accogliente in cui poter vivere delle esperienze di viaggio positive.

  • La crescita dell’interesse turistico verso la città e il rafforzamento del suo brand influenzano l’attrattività della stessa come luogo in cui vivere, lavorare, investire, studiare. Secondo lei, sulla scia del modello Newyorkese del lancio del brand “I love New York”, quali benefici potrebbe apportare a Palermo la creazione e il lancio di un brand territoriale?

Sicuramente l’idea è molto valida e apporterebbe immensi benefici, sia dal punto di vista economico ma anche culturale, a Palermo. Un’operazione di “brandizzazione” è stata portata avanti dall’Unesco nel logo e nell’immagine di “ Palermo Arabo-Normanna” avviando un piano di comunicazione e di immagine in cui vi è un utilizzo strategico di colori, disegni e icone in linea con le caratteristiche della tradizione arabo-normanna. Personalmente ritengo possibile dare un’immagine coerente e attrattiva della città in grado di richiamare presenze internazionali. Oggi le città moderne devono essere pensate come sistema in grado di parlare col mondo e presentarsi con un immagine forte che gli permetta di essere riconosciute e riconoscibili sul mercato. La stessa New York ha avviato un processo in termini di organizzazione, immagine e capacità di spendersi nel mondo unico negli Stati Uniti d’America. Un’operazione di “brandizzazione” su Palermo dovrebbe prevedere una capacità di progetto urbano in grado di costruire un palinsesto di attrattività che rappresenti nel brand della città la sintesi e sia in grado di rigenerarsi anno dopo anno. Bisogna costruire un percorso che oggi sostanzialmente non c’è in quanto si va avanti organizzando eventi di nicchia non coordinati tra loro. Bisogna avere il coraggio di parlare all’area del mediterraneo e agli altri continenti con un linguaggio, immagini e proposte  perché Palermo è una città dalle grandi potenzialità.

 

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18 aprile 2017

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