I beni culturali di Palermo:tra prospettive e sviluppo

I beni culturali di Palermo:tra prospettive e sviluppo

1737
0
CONDIVIDI
FacebookTwitterGoogle+WhatsAppEmailCondividi

Dall’intervista al dott. Angelini emerge chiaramente come Palermo disponga di un patrimonio artistico e di beni culturali dal valore inestimabile non adeguatamente curato e valorizzato dal punto di vista turistico. Tra le riserve naturalistiche di maggior valore sono presenti sia Montepellegrino  che Capogallo oltre ai giardini storici e all’Orto botanico.L’amministrazione comunale però non è riuscita negli anni a creare un sistema di rete in grado di coordinare dal punto di vista organizzativo la gestione della fruizione di tali beni e, a causa di ciò, i servizi turistici offerti risultano presentare diverse carenze.Parte dei beni naturalistici di Palermo infatti sono ad oggi inutilizzati e, nonostante i tentativi di migliorare l’efficacia delle azioni di tutela del patrimonio,non è presente sia il necessario coordinamento tra gli enti pubblici preposti alla loro valorizzazione né tantomeno una strategia chiara di investimenti che porti a una loro migliore fruizione e conservazione. Il riconoscimento dell’Unesco, nel 2015,dell’itinerario Arabo-Normanno di Palermo come Patrimonio dell’Umanità rappresenta sicuramente per il settore turistico una grossa opportunità dato che permette al capoluogo siciliano di avere maggiore visibilità sul panorama nazionale ed internazionale. Palermo infatti si appresta a diventare una meta dei circuiti turistici e culturali di tutto il mondo, ma tale opportunità necessita di una pianificazione accurata di strategie che possano realmente rendere visibile e fruibile il patrimonio di cui dispone la città alla platea turistica.

Sicuramente le Amministrazioni locali devono avviare un processo di modernizzazione delle modalità di comunicazione, ovvero compiere un salto tecnologico riempiendo di contenuti, anche digitali e multimediali, i siti web istituzionali. Analizzando i portali turistici sia regionali che del Comune è evidente come persistano ancora oggi diversi problemi e criticità, in primis un mancato coordinamento e condivisione delle piattaforme. Le piattaforme presenti, compresa quella regionale, presentano gravi carenze tra cui quella di poter essere visitate al massimo in due lingue (italiano e inglese) e ciò rappresenta un fattore penalizzante in quanto non consente a una fetta consistente di potenziali visitatori di poter fruire, nella loro lingua madre, delle informazioni presenti sui portali istituzionali.E’ necessario quindi rendere accessibili ( traducendo le informazioni in arabo, russo, spagnolo, cinese, ecc.), i siti web adeguandosi ai tempi e riuscendo ad offrire servizi di ospitalità già nelle piattaforme online in modo che i turisti possano pianificare il loro viaggio già al momento della prenotazione. Le politiche turistiche devono essere mirate ad offrire servizi integrati dal momento in cui avviene la prenotazione del viaggio fino al post viaggio prevedendo una continuità che dia l’immagine di una Palermo dinamica e accogliente in cui poter vivere delle esperienze di viaggio positive. Secondo il dott. Angelini infatti la crescita economica di Palermo sarà commisurata alla capacità di coloro che svolgono funzioni  istituzionali di rendere attrattiva, competitiva e decorosa la città migliorandone vari aspetti, tra cui l’accoglienza e la qualità dei servizi. Per concretizzare tutto ciò è necessario però un coordinamento proficuo tra tutti i soggetti pubblici e privati che a vario titolo operano nel settore turistico pianificando una strategia comune all’altezza dell’ offerta di cui dispone il capoluogo siciliano. Troppo spesso infatti la burocrazia, negli ultimi anni, ha ostacolato il processo di crescita della città a causa sia di pratiche troppo farraginose, che scoraggiano gli investimenti in Sicilia, ma anche a causa del comportamento ostativo da parte di soggetti che a vario titolo svolgono ruoli istituzionali incidendo, con le loro scelte e il loro operato, sul rallentamento della crescita nel terzo settore. Il Movimento Lideanuova si auspica quindi che, per il bene di Palermo, si mettano da parte le divisioni politiche e si inizi a creare un terreno fertile per promuovere l’iniziativa dei privati e creare dinamicità dal punto di vista economico. Diversi segnali positivi giungono dall’analisi del comportamento dei cittadini di Palermo che hanno dimostrato, negli ultimi anni, una buona predisposizione ad accogliere gli stranieri. Storicamente infatti a Palermo si sono succedute diverse dominazioni, dagli Arabi ai Normanni, e ciò ha creato nel popolo palermitano una propensione, dal punto di vista culturale all’ospitalità.

Il dott. Angelini inoltre ritiene che nel contesto attuale, in cui a Palermo convivono varie realtà e varie identità, la creazione e il lancio di un brand territoriale possa arrecare immensi benefici sia dal punto di vista economico che socio-culturale. La Fondazione Unesco Sicilia, di cui Angelini è il massimo esponente, ha già avviato una programmazione che mira ad attuare un’operazione di “brandizzazione” attraverso la creazione del logo “Palermo Araba-Normanna” e l’uso strategico di colori, icone e disegni in linea con la tradizione arabo-normanna. Palermo ha la necessità di essere pensata come sistema in grado di parlare col mondo e di presentarsi con un immagine forte che gli permetta di essere riconosciuta e riconoscibile sul mercato. Bisogna che la città sposi la modernità e punti anche sulle nuove frontiere del turismo ( come l’enogastronomia) cercando di ottimizzare i processi logistici ai servizi e creare un’opinione positiva diffusa sull’organizzazione e la gestione dei flussi turistici sulle diverse community online. Dall’analisi effettuata dal dott. Angelini quindi è emerso che ad oggi le criticità su cui dover lavorare sono superiori alle azioni positive di sviluppo e valorizzazione del territorio portate  avanti dalle Amministrazioni locali, e che vi è il bisogno di costruire su Palermo un progetto turistico integrato che coinvolga tutte le piccole realtà che gestiscono siti turistici, avendo il coraggio di parlare sia all’area del Mediterraneo che al resto del mondo presentandosi con un identità definita che ad oggi ancora manca.

NON CI SONO COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO